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VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL POTERE AL FEMMINILE PER APRIRE SPAZI DI RIFLESSIONE CONCRETA AL CAMBIAMENTO

DIARIO DI VIAGGIO - GIORNO 10: COME IL POTERE AL FEMMINILE HA SCOPERTO IL COVID-19 IN ITALIA


Uno dei momenti più belli è osservare le potenzialità al femminile in azione: desta ammirazione, gioia e ispirazione. Ho sentito parlare Annalisa Melara, l’anestesista che ha scoperto il Covid-19 sul paziente nr 1, Mattia, in un’intervista su TgSky 24, il 25 aprile. Purtroppo non è la stessa che allego, l’altra non è accessibile. Era più completa, soprattutto si sentivano le sue riflessioni, quindi i valori, direttamente da lei. 

Comunque Annalisa si presenta alla giornalista sfinita, dopo un turno notturno di 13 ore in terapia intensiva. Dalle sue parole traspare però vitalità e forza serena, spessore umano e professionale, solarità e intuito. La bellezza e il coraggio di stare nella vita in tutti i suoi aspetti è espressa dall’energia gentile, di chi è centrato, e consapevole di sé.


L'anestesista ha spiegato il percorso diagnostico: "Era giovane, sano, senza patologie ed era entrato con un grado di polmonite leggero, ma nell’arco di pochissime ore si è trasformata in gravissima, senza risposta alla terapia messa in atto. La gravità di questa polmonite - continua - ha acceso un campanello d’allarme proprio perché non guariva. Sono stata la prima a citare la parola Coronavirus, perché mettendo insieme questi elementi, la possibilità, seppur remota ma plausibile, c’era".


In che modo riconosciamo la Strategia al femminile? Guidata dalla ricerca del bene è andata oltre i protocolli per seguire una “verità più vera” di quella imposta da analisi e tabelle, diagnosi e trattamenti. Ha neutralizzato il limite imposto dalle norme organizzative, per cercare una giustezza che apparteneva ancora all’ignoto. Il suo istinto non era soddisfatto, si è fermata solo quando ha sentito risuonare dentro la verità ultima, quella che le ha consentito di fare una sintesi equilibrata tra i fattori in campo, trovandosi ad un livello superiore di possibilità e pronta per un nuovo inizio.


Quali le qualità che l’hanno sostenuta? Fidandosi della sua Natura, ha attraversato la realtà orientata dall’intuito e dal sentimento, intelligenze ora riconsiderate anche dalle Neuroscienze come importanti perché amplificano, orientano e dirigono al meglio tutte le altre facoltà, nonché da alcune risorse che ne hanno alimentato il potere.


1)Cura e fioritura della vita: come forza primaria è stata ispirazione e chiave di lettura della realtà. “Dovevamo tutelare un paziente giovane e sano che stava morendo”, dice Annalisa. Era inconcepibile per lei assistere ad un decorso contro natura. Quindi, tra le leggi di natura e l’impasse medica, ha scelto la natura come indicatore per muoversi, anche se implicava inoltrarsi in una strada sconosciuta. 


2)Cooperazione come volano di crescita comune. Nel descrivere la sua impresa, soprattutto nell’altra intervista, ha sempre parlato “di noi”. Spiegava “la condivisione dell’idea di fare il tampone, con il primario e con i primari di microbiologia e malattie infettive dell’ospedale di Lodi e la direzione sanitaria dell’ospedale”. L’idea che insieme agli altri le energie si amplificano è costantemente presente in una donna. Pensa al plurale, anche se affronta un problema da sola, e questo le dà il vantaggio di considerare in automatico altri punti di vista di colleghi, specialisti e team. Inoltre, valorizzare la pluralità consente di mantenere l’umiltà di chi si sente parte di un’orchestra nella vita, non un solista, di chi ha capito che la musica di tanti strumenti è più potente e armonica, e arriva più lontano di un assolo.


3)Creatività scardinante. Annalisa ha messo nel suo operato la potenza della creatività scardinante al femminile in tutta la sua concretezza, partendo dall’analizzare i dati iniziali aperta alla connessione tra campi diversi. Disponibile ad accogliere ipotesi possibili senza pregiudizi e preclusioni. Vediamo questa sua facoltà nel modo con cui ha trovato il nesso tra polmonite ingestibile e Cina attraverso le sue parole: "Il racconto della moglie che lo collegava, anche se in modo labile, alla Cina messo insieme alla gravità del quadro clinico, ad alcuni dati sulla polmonite e agli esami di laboratorio, che potevano correlare questa polmonite con una causa virale, ci ha fatto proseguire l’iter diagnostico senza escludere nulla a priori". 


Annalisa è un esempio di forze al femminile che si sono affermate in una situazione patriarcale apparentemente immodificabile, perchè regolata da protocolli precisi, ed è bello conoscerla perché devono essere i modelli più positivi a indicarci la strada per ripartire.


Infine, nell’intervista le viene fatta una domanda sul comitato tecnico scientifico, dove non è presente alcuna donna. Arriva al cuore la sua esternazione sincera: “Da donna sicuramente l’ho notata questa cosa.” Il mondo visto dalle donne! Risuonano le sue parole. E’ evidente che il patriarcato non immagina cosa significhi, per una donna, sentire il rimbombo del silenzio della sua assenza nei luoghi in cui si progetta il bene comune, soprattutto nelle situazioni in cui questo è concretamente identificato con la vita, la salute e la sopravvivenza. Affare serio, e affare di tutti noi. Annalisa conclude auspicando un cambio rotta in futuro: “Spero che si possa porre rimedio. Chiedo di includere le donne e l’aspetto femminile anche in questa task force”.


Unendoci a lei nell’auspicio, e ringraziandola per il suo esempio e contributo, ci troviamo domani, probabilmente domenica, con l’ultimo post. Sarà il Diario del giorno 11, uno in più rispetto al Decameron originale. L’ultima giornata ci serve per agire concretamente, quindi mantenere fede al fatto di essere uno spazio di riflessione per un cambiamento concreto. Il tema sarà: in che modo il potere al femminile programmerebbe la Fase 2? Quali mete, quali programmi, quali obiettivi, quali piani d’azione si porrebbe un team di donne al governo? 


E magari facciamo davvero capolino in quella sede. Questa mattina, sulla pagina facebook del Presidente Conte, leggevo alcuni propositi in merito alla Fase 2 in ambito lavorativo. In premessa dice di aver letto alcune lettere di cittadini, nei cui panni si è messo avvertendone il peso del vissuto. Ne citava alcuni. Qualcosa di strano sta avvenendo: da un lato è attaccato per assumere un approccio accentratore privo di consultazione politica, dall’altro dà voce al popolo ascoltando le voci dirette. Direi di approfittarne! L’idea è far arrivare la pagina del diario al Presidente. Lo farò nei prossimi giorni, dopo aver integrato le mie riflessioni con le vostre, che mi vorrete inviare. Sarà una goccia nel mare e magari un sussurro, nemmeno una voce da ascoltare, ma ci avremo provato.


Il link al video

https://tg24.sky.it/cronaca/2020/04/25/coronavirus-italia-intervista-anestesista-paziente-1.html


Moira 

Cles, 1 maggio 2020

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