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VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL POTERE AL FEMMINILE

SULLA STRADA DELL’AMORE …



Manca ormai poco all’uscita del Libricino, ed è pronta una riflessione conclusiva.

Le poesie di Franco Arminio, i testi di Giorgio Gaber, apporti maschili che hanno scandito e ispirato il nostro incedere alla scoperta del potenziale al femminile. Per qualcuno quelle presenze in un testo che pare rivolto alle Donne stridono, per altri, all’opposto, gli Uomini sono ingiustamente assenti e andavano compresi nella riflessione. In realtà, in tutto il libro essi sono presenti con i loro aspetti più belli e costruttivi. Ve ne sono le tracce negli abitanti del Matrismo, e nelle imprese della storia più recente compiute da Donne coadiuvate da Uomini illuminati, che hanno scardinato il patriarcato dall’interno conducendoci a noi. Sono presenti come afflato sentimentale che ha generato questo lavoro, perché ogni riflessione esiste anche grazie all’amore quotidiano e al confronto costante, personale e intellettuale, con Uomini importanti nella mia vita. Saranno presenti nella costruzione del futuro perché è tanta la strada che abbiamo percorso, ma molta ne rimane. La questione semmai è: quali sono le migliori forze degli Uomini che alimentano quelle delle Donne? quale la relazione tra esse? 

Le forze racchiuse nel potere al femminile risiedono anche nel patrimonio biologico degli Uomini, sin dalla vita intrauterina. Studi scientifici svolti in ambito di neuroscienze e riportati dalla Neuropsichiatra Louann Brizendine nel suo libro: “Il cervello delle donne”, stabiliscono che il cervello maschile è Donna fino all’ottava settimana di gestazione. Poi muta, gli uomini potenzieranno i centri legati al sesso e all’aggressività, le donne tenderanno a sviluppare l’agilità verbale, la capacità di stabilire profondi legami di amicizia, e la maestria nel placare i conflitti. Ne risulterà una somiglianza del 99% ed una differenza dell’1%. La prima percentuale ci consente di affermare che il potere di cui abbiamo trattato è anche degli Uomini. Se approfondiamo l’1% ci stupiremo di quanto uno scarto apparentemente innocuo determini importanti conseguenze sul modo di fare, pensare e agire nel mondo. 

Comprenderlo significa sintonizzarci sulle uguaglianze e rapportarci alle diversità in modo costruttivo, a patto che ognuno abbia prima liberato la sua vera natura. A tal proposito, nel testo abbiamo visto quali sono le tappe principali per le Donne, e gli uomini? Molti si stanno ribellando alle sovrastrutture che li zavorrano e che prevedono l’uso della forza, la censura delle emozioni, la freddezza sentimentale. Guerrieri senza spada dicevamo in uno dei primi post, sulla strada verso la libertà e la scoperta del vero sé. “Gli uomini sono feriti, analizza la psicologa Vera Slepoj nel testo “Le ferite degli uomini”, o forse lo sono sempre stati, ma adesso non vogliono, o non riescono, più a nasconderlo. Le certezze della società patriarcale sono cadute e si sono scoperti vulnerabili. I modelli maschili del padre, dell'eroe o del Don Giovanni appaiono incombenti. Gli uomini si guardano attorno disorientati senza sapere a quale ispirarsi.” 

Si parla molto della crisi del maschio. Alcuni, troppo spesso, reagiscono inasprendo comportamenti, anacronistici e fallimentari, mossi da ingiustificabile disperazione. L’aggressività verso le donne rappresenta l’inammissibile tentativo di difesa estrema dell’identità in frantumi. La competizione nel lavoro e la ricerca frenetica simboli economici esprimono il bisogno di virilità e l’ansia d’impotenza. Gli scatti d’ira sono la conseguenza di una razionalità ristretta rispetto alla complessità della vita e l’imprevedibilità dei sentimenti. Altri, invece, hanno iniziato a comprendere i propri disagi, a focalizzare nuovi desideri, e a guardare con ottimismo e flessibilità a un futuro più incerto, ma più libero. Conoscere la crisi dell’Uomo permette di avvicinarsi ai suoi sentimenti, entrare nel mondo che hanno a lungo negato perché vicino ai concetti di femminilità e debolezza, da cui si sono dovuti differenziare, e che invece albergano in loro.

Scoprire e valorizzare l’originalità di maschi e femmine, sostenere il percorso che ognuno compie verso la libertà, lasciarsi stupire dal potenziale nascosto, addolorarsi per gli ostacoli culturali che l’hanno soffocato, ma perseverare nel liberarlo è importante. Consente di costruire relazioni capaci di trasformare i problemi in opportunità di crescita comune. Implica fare delle differenze motivo di confronto, non di scontro; elementi di un dialogo che genera nuove scelte.

Abbiamo mai osservato quale meraviglia accade quando Donna e Uomo s’incontrano e si relazionano mettendo a fattor comune le forze più belle? Dal punto di vista fisico è lampante, si genera il miracolo della vita. Ci si avvicina a tale bellezza anche dal punto di vista mentale e spirituale. Si crea una sorta d’ispirazione reciproca, che smuove risorse inaspettate di entrambe e le fa decollare verso nuova creatività. Quant’è bello quando ognuno sa prendere le migliori potenzialità del partner, e le sa mandare in orbita? Ed è inestimabile realizzare che ognuno ha il potere di moltiplicare la forza dell’altro, la sua bellezza, la sua bontà. Questa la dinamica e il frutto della sinergia. 

E quale il sentimento di fondo che rende una relazione benefica e capace di trasformare forze individuali in un potere progettuale nuovo, rivolto ad un bene davvero comune? Una sera ero a Firenze, in un palazzo antico, di quelli che hanno visto tanta storia passare al loro interno e ne hanno conservata intatta la bellezza. Ho sentito una canzone composta e cantata da un amico, dal titolo: “La forza dell’amore”. Un passaggio mi è rimasto nel cuore: “Il nostro insieme che volava in alto senza badare a controllarne il salto”. L’affermazione che meglio esprime cosa accade dall’unione delle forze libere di Uomo e Donna: un salto costante, una levatura verso quella spiritualità che è prima di tutto scoperta continua di un possibile limite da superare verso una felicità più alta. 

Credo ci darà energia e benessere intraprendere un nuovo percorso che ci porterà a contemplare profondamente la forza dell’amore, i suoi benefici, come mantenerla e alimentata. Come riscoprirla se si è sopita, o se, peggio ancora, pare perduta o depredata. L’aspetto più incoraggiante è che l’amore è sempre lì, pronto a risuonare in noi, non appena vengono toccate le corde del cuore, pronto a risbocciare. Il balsamo più benefico per tutte le ferite, anche le più profonde. L’ispiratore e il promotore di imprese che consentono di volare in alto, oltre le aspettative, superando soglie di felicità inimmaginabili.

Ne abbiamo bisogno, tanto più in questo momento storico. Rimanere nell’amore consente di prendere la paura e il dolore del cambiamento, e rilanciarli verso nuove opportunità di progettare la propria vita, verso nuove mete di felicità.


Moira 

17 maggio 2020

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